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Resistere, resistere, resistere!

Ma a cosa? Ma alle tentazioni,  ovvio!  Parto dalle conclusioni così non vi lascio troppo sulle spine. Autorevoli scienziati hanno definitivamente, categoricamente e scientificamente provato quello che mamme, papà, maestre e nonni  già intuivano con una certa preoccupazione senza averlo -giustappunto – provato scientificamente: i bambini  che resistono ai comportamenti impulsivi sono quelli che da adolescenti vanno meglio a scuola, superano brillantemente i test, sono più maturi e meglio organizzati , forse direi un filo pedanti ma questo sarà oggetto di un nuovo esperimento, presumo.

A raccontare sul  Sole 24 Ore l'esperimento delle marshmallows, uno dei più famosi della psicologia comportamentale, è stato Matteo Motterlini, che da poco ha inaugurato il suo blog nella nostra agorà (vi invito a farci una navigata perchè ne vale la pena).

Trattasi, ci dice Motterlini che ora vive a Santa Monica in California  per le sue ricerche di neuroeconomia , del più lungo esperimento di psicologia comportamentale di sempre, che ha avuto inizio 40 anni fa: a bambini di quattro anni veniva offerta una caramella, la marshmallow appunto. Se la restituiva senza mangiarla, veniva ricompensato. Molti bambini mangiavano la caramella all'istante, altri aspettavano e aspettavano e aspettavano…
Negli anni successivi, i  600 bambini dell'esperimento originario sono stati monitorati mentre diventavano adolescenti ed è emersa la seguente condanna a morte per i golosi: i bambini che avevano dimostrato di esercitare un controllo cognitivo sugli impulsi immediati erano quelli  che avevano risultati migliori a scuola. Leggete qui di segito cosa riferisce Motterlini perchè è secondo me inquietante: «C'è una correlazione positiva tra i minuti attesi prima di mangiare la marshmallow e il punteggio conseguito nel Sat, il test per l'ammissione all'università. I più irresistibilmente e immediatamente golosi avevano più probabilità di sviluppare problemi comportamentali, godevano di bassa autostima e venivano visti dagli altri come testardi, frustrati e invidiosi (in media avevano punteggi al Sat inferiori di 210 punti)».

Passano gli anni gli anni, gli adolescenti crescono sempre con i tenaci psicologi comportamentali alle calcagna e qualche settimana fa l'ultima puntata (ma sarà davvero l'ultima?) dell'esperimento più lungo del mondo. L'articolo appena pubblicato «Behavioral and neural correlates of delay gratification 40 years later» svela drammaticamente che quelli che non sapevano dire di no a quattro anni, continuano a non saperlo fare a 40.

Bene, sono arrivata in fondo al post e all'inquietudine ha preso posto l'ansia. Sull'ammissione della prole a medicina, in Bocconi o addirittura ad Harvard e alla London School of Economics (dove peraltro Motterlini è stato in classe con George Soros, leggete il blog!) ci mettiamo fin da ora una pietra sopra?