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Punti e virgola come capperi nella salsa tartara

Scopro,  leggendo il Domenicale del Sole 24 Ore (bella forza - direte – ci lavori…) che sabato 24 settembre in America si è festeggiata la Giornata nazionale della punteggiatura.  E'probabile che la crisi dell'euro, l'elezione di miss Italia, il compleanno di Berlusconi e di Jovanotti, l'assegnazione dei Nobel e infine, questo inatteso regalo che la vita ci sta concedendo di abitare a Milano come se fosse la Florida,  cioè senza fare più il cambio di stagione, insomma è probabile – dicevo – che tutto ciò ci abbia distratto da una simile ricorrenza.

Dico (e ci metto i due punti): ma vi rendete conto di quanto poco ci occupiamo della punteggiatura?  Nel bellissimo articolo che Giuseppe Antonelli ha scritto per noi sul Domenicale, rievoca come Carlo Emilio Gadda già si lamentasse, in una certa letteratura, «di una vaga disseminazione di virgole e punti di virgola, buttati qua e là a caso, come capperi nella salsa tartara». 

Di tutti i segni di interpunzione, il più negletto, più trascurato perchè ibrido per natura è sicuramente il punto e virgola tanto amato da Virginia  Woolf che – in Mrs Dalloway – lo usa per rendere ancora più faticoso l'incedere del monologo interiore della protagonista. «Quale successo può avere d'altra parte un raziocinante segno intermedio in un'epoca dominata dall'estremismo interpuntorio», si chiede mesto Antonelli. Insomma la punteggiatura, se non è morta, di sicuro non se la passa bene ed è destinata a stare sempre peggio posto che le giovani generazione ignorano nella maniera più categorica come la si usi. 

Di chi è la colpa? Dei soliti computer, Ipad, Facebook, Twitter ed emoticon? Ma no… (qui metto i punti sospensivi ma poi mi chiedo: avrò fatto bene? Ho qualche dubbio) La responsabilità è piuttosto della scuola «dove continua a perpetuarsi l'idea -falsa anche questa – per cui la punteggiatura non avrebbe vere regole ma sarebbe affidata più che altro al gusto e all'orecchio».

Ora, è inutile che ve la prendiate con me perchè ce l'ho con gli insegnanti (falsissimo). Non l'ho detto io, lo sostiene Antonelli..