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Urla e strilli in classe. E i ragazzi diventano più bravi in matematica

Confesso una mia debolezza. Io, per questi studi un po' da topini di laboratorio con il gruppo sperimentale e il gruppo di controllo in cui lo scienziato misura dalla percezione alla leadershsip, dal razzismo all'apprendimento della musica, ci vado pazza. In America pagano agli studenti qualche dollaro, in Italia farsi piazzare  i sensori sulla calotta cranica e rispondere ai test può persino far ottenere crediti universitari.  La ricerca di oggi è fantastica, un salvacondotto universale che riabilita per sempre prof isterici e genitori sbraitanti. Eccola. Se non la capite bene vi urlo in testa e poi la capirete subito. 

Allora, un gruppo di scienziati israeliani ha sottoposto 72 studenti di ingegneria a test di due tipi in due contesti differenti. Si trattava di prove logico-matematiche e puzzle creativi somministrati in un contesto sereno oppure mentre nell'aula si diffondeva una registrazione con urla, insulti e improperi. Bene, mentre le prove creative sono favorite da un'atmosfera lounge e rilassata, quelle matematiche per niente. Più qualcuno ti urla  addosso e meglio si risolvono i problemi logici e analitici.  Questa ricerca conferma la teoria per la quale la mente umana funzioni con una dicotomia bianco-nero. In altre parole, la rabbia accende i processi logico matematici ma  non quelli creativi.

E fin qui il primo argomento in favore dei cazziatoni. Ora vi fornisco anche il secondo. In una fase successiva della sperimentazione, gli studenti sono stati sottoposti alle prove creative sempre urlando ma venivano rivolti loro non insulti rozzi e generici ma frasi sarcastiche, motti di spirito e giochi di parole.  E sono andati benissimo. Che dire. Meglio non parlare, meglio non commentare. MEGLIO URLARE E BASTA.