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Insegnanti, firmate l’appello per non far copiare i ragazzi

Memorizzate questo indirizzo:è l'appello per la correttezza agli esami di Stato. Firmandolo, insegnanti e dirigenti si impegnano a non far copiare i ragazzi, a non chiudere un occhio, "a non fornire agli allievi traduzioni e o soluzioni" durante le prove di terza media e di licenza liceale .  Giovanni Belardelli sul Corriere della sera  desolatamente sottolinea quanto si tratti di un appello "che sarebbe pleonastico nella maggior parte dei paesi europei". Ma in Italia no. In Italia l'aiutino è tollerato, chi aiuta si sente generoso e altruista, chi è  aiutato si immedesima nella parte del derelitto, dello sfortunato, del profugo accolto sotto la pensilina del sapere dal supersecchione che gli lancia le briciole o dal prof che gli indica la risposta con l'indice. 

Ma il vero aiuto oggi non arriva da studenti o insegnanti compiacenti. Copiare è diventata un'attività ad alto contenuto tecnologico. In un mio post di qualche tempo fa riportavo mail raccattate navigando su Internet.  Eccovi lo scambio di idee tra Marky a Giuly Disperata che chiede consigli "anti-sgamo" su uno dei tanti forum di studenti: "I  miei prof non dicono niente se teniamo i cell accesi. Scansiono a casa il libro e lo passo sul mio cell. Ho installato un programma che legge i file.DOC e riesco a copiare anche più di 100 pagine senza scrivere e rischiare di essere scoperti. Se nel caso qualcuno se ne accorgesse, si preme immediatamente la cornetta rossa e il cellulare diventa un mezzo di comunicazione. La scusa è: scusi prof mia madre voleva dirmi qualcosa di importante, potrei uscire un'attimo (ndr. con l'apostrofo). 2 debiti che avrei dovuto prendere, grazie al cellulare…6 pieno!"

Educare a non copiare vuol dire educare alla legalità, al rispetto di se stessi e degli altri. Vuol dire darsi delle regole e credere a quelle regole che ci si è dati. Vuol dire giocare pulito. C'è un libro che è da poco uscito sull'argomento, ("Ragazzi, si copia" Il Mulino) del sociologio Marcello Dei. Negli insegnanti, annota Dei, l'atteggiamento verso chi copia è di bonaria indulgenza, di tolleranza. Fingendo di non vedere che si copia, il prof si evita insomma un sacco di scocciature e di grane.

Negli Stati Uniti, c'è un codice d'onore dove gli studenti universitari si impegnano non solo a non copiare ma a denunciare chi copia. Nessuno mai a scuola copierebbe e lascerebbe copiare. Copiare vorrebbe dire non credere nelle proprie possibilità e lasciar copiare rappresenta una sottovalutazione delle capacità del compagno negando a entrambi di essere valutati equamente, giustamente, rigorosamente.  

E a questo punto mi chiedo perchè. Perchè non riusciamo a impedire che i cellulari entrino in classe, che una madre chiami durante una verifica e che un ragazzo esca un'attimo durante un compito. Mi chiedo perchè non riusciamo a far capire a questi ragazzi che copiare danneggia chi sta copiando perchè gli impedisce di capire, di progredire, di migliorare. Gli aliena il diritto ad avere un'istruzione migliore. Mi chiedo perchè ma in realtà lo so il perchè.  Non riusciamo a farlo credere  ai ragazzi perchè non ci crediamo noi adulti.

  • jelena |

    comm.sul barbiero-elena: test invalsi sono stati necesari perchè al sud i papà d’onore fanno avere ai figli nelle publiche maturità 100 e sono loro che a magioranza quindi sono ammesi alle uni. con sbaramento, quindi già qui inizia la reale vita nella società italina che come lei saprà è talmente colusa con il malafare che ci furono ultimamante le interogazioni persino sul conto di ciampi, sclafari etc… ergo sotolineo la nescesità che ai nostri ragazi senza soldi e le raccomandazioni siano date tutte le faclitiazioni per poter anche loro un domani cercare di spartire la torta dei favori e favoritismi , mica diventerano notai perchè bravi? oppure ai poveri di nuovo il capitalismo gli lascia il futuro dei idraulici, e nò!

  • Francesca Barbiero |

    @elena, così però dobbiamo ipotizzare una scuola che non valuti perchè si può essere molto impreparati e molto maturi e viceversa. Vogliamo ipotizzare una scuola totalmente difforme dalla società (nella quale ci sono selezioni, concorsi, prove)? Vedo poi che ha commentato anche il post sui maschi in classe. Secondo me dialogare con l’altro sesso è indice di maturità. Le classi single sex possono anche funzionare sui livelli di apprendimento ma mi lasciano perplessa proprio su quello che secondo lei la scuola dovrebbe considerare, cioè la maturazione complessiva dello studente.

  • elena bulgheroni |

    Per me non è solo l’esempio che manca nelle nostre scuole o la non convinzione di noi adulti, ma il sistema scuola basato sui voti e sulle prove e non sulla maturazione complessiva dello studente.

  • jelena2 |

    gentile signora barbiero, niente da fare, anno scorso il messagero fece un inchiestina su una ventina tra i licei privati e statali romani, nei 20 privati ci furono 3 bociati, parlo chiaramente di maturità, la faccia anche lei una inchiesta del genere è poi la publichi, e prenda anche i dati di quelli che in prima liceo vanno in privata e quelli che si trasfriscono in quinta in attesa della maturità; e delle università tipo luiss e bocconi le più “in” non ne parliamo, da un loro ex. studente manco atto di sfrato per morosità mi farei fare, a proposito, lo sapeva che i baroni dell sapienza che a mio figlio insegnano meravigliosamente all a sapienza guirisprudenza magistrale , poi vanno a fare “la cassa ” all luiss perche manco lì senza i baroni i ricastri “nun gle la fanno” e comunque là i voti i nostri baroni gli danno dal 27 in su, verifichi pure.

  • Francesca Barbiero |

    @jelena2: d’accordo esistono scuole private che garantiscono la promozione ma ce ne sono tante altre cui non difetta la serietà e il rigore (magari più di alcune scuole pubbliche. @guido, grazie per essere tornato sul blog, grazie per come insegna ai suoi ragazzi l’etica del non copiare. Grazie a nome di questo Paese, senza retorica. @giusi: io credo nell’etica delle responsabilità. Come lei. Un saluto a tutti

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