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L’infernale mese di maggio delle mamme sherpa

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La signora così tanto intellettual-newyorkese-ebrea che stringe a sè il capellutissimo trinariciuto figlioletto Mizzy all'uscita della sinagoga esibendo in mano le penne (c'è un motivo, poi ve lo spiego, datemi un minuto) si chiama Lenore Skenazy e fa la scrittrice e la giornalista. E che scrittrice, e che giornalista.

Trattasi di quel genere di giornalista che da noi in Europa non esiste perchè  siamo troppo complicati, ellittici, circonvoluti e  antropologicamente aperti alle contraddizioni del vivere  per poter tollerare pure la figura del giornalista che dà consigli, ruolo che appunto la Skenazy autorevolmente ricopre su New York Sun, New York Times, Wall Street Journal e via così. La Skenazy inonda di consigli, tracima suggerimenti, dispensa buone pratiche. Che poi in effetti sono  riassumibili nel karma racchiuso nel titolo del suo libro uscito qualche anno fa, da cui è scaturita l'inattesa popolarità: "Figli allo stato libero".

Nel manuale la Skenazy ha teorizzato (ed è quello che continua inarrestabile a teorizzare) che le mamme debbano liberarsi in tempi da centometrista di inutili incombenze come l'acquisto di cartoncini, quaderni, tempere, pastelli e quant'altro (da qui la foto con le penne comperate dal nostro giovane eroe,  il trinariuciuto medesimo e non da lei) e dagli accompagnamenti che rendono le mamme degli sherpa, dei portatori di figli in spalla tra scuola, parco giochi,  corsi di nuoto e lezioni di violoncello. "Fate come me – sibila sui giornali la serpe tentatrice Lenore alle mamme sherpa – che ho mandato Mizzy da solo nella tentacolare metropolitana di NewYork a nove anni". Ed è pure sopravvissuto, gongola Lenore che da tutta l'operazione ha tratto non uno ma due vantaggi, Uno primario, che non ha scorrazzato con il figlio su e giù in metropolitana. E uno secondario, che su questa storia della metropolitana ci ha scritto un libro.  

Ultimo in ordine di tempi tra i consigli di Lenore, un articolo sul Wall Street Journal di qualche giorno fa, nel cuore affannoso e pulsante di un mese da pazze, maggio. Dove non c'è sport che non si concluda con una Pizzata, non c'è corso che non termini in un Saggio, non c'è scuola che non si autocelebri in una Festa della Scuola, non c'è Classe che non si saluti con un Aperitivo, una Merenda, un Picnic.  L'Evento evoca Eventi. E Mamma Sherpa va, camallando il pupo oggetto passivo e attivo dell'evento. E cosa ci dice, proprio a maggio, Lenore? Vi riferisco un passaggio dell'articolo in cui invita le mamme a ribellarsi al loro destino di sherpa: " I bambini non sono in costante pericolo, un certo numero di delusioni sono assolutamente positive per loro.  Così come la noia e l'attesa". Chi di noi chiama Lenore per invitarla sabato al saggio di nuoto sincronizzato?

  • alessandra gabrielli |

    brava ausilia!!!
    condivido pienamente.
    AMO scarrozzare le mie figlie, ADORO le confidenze che arrivo dal sedile posteriore (certe cose vengono raccontate solo da lì, lontano dagli sguardi di mammà), GODO di quelle mezz’ore insieme a correre da una parte all’altra della città rubacchiate alle giornate troppo piene di tutto…
    e poi la sicurezza. in metro da soli a 9 anni?!! roba da rivolgersi a telefono azzurro.
    e poi credo ci sia anche dell’altro: dai 10 ai 20 ci sono tanti passi di crescita da fare, molto delicati, trovo molto grossolano e riduttivo spingere sull’acceleratore per… ecco per cosa? mi vengono in mente mille cose importantissime che potrebbero perdersi lungo la strada e davvero nessun vantaggio.

  • Ausilia Greco |

    Io di ‘ste mamme santone non ne posso piu’.
    Certo che se ti va tutto bene sei una grande, e se invece ti va male? E poi, io personalmente ho considerato un piacere partecipare, facendo la sherpa, alla vita dei miei figli. Dura cosi’ poco quel periodo! Ne’ credo di aver fatto dei miei Due tesori degli incapaci per esser corsa a comprare quaderni e pennarelli per loro. Quando ad un certo punto, senza premeditazione ci sono andati loro,non hanno balbettato e hanno trovato la strada per tornare a casa.
    Comunque se la ” vidicoiocomefare” dicesse ai suoi colleghi giornalisti di fare meno terrorismo psicologico e non far vedere in ogni essere umano che si avvicina al tuo adorato bambino un potenziale stupratore, forse le mamme mollerebbero un po’ piu’ facilmente le briglie.
    Ma quanto e’ bello far soldi pontificando e facendo sentire gli altri inadeguati!.

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