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Scuola pubblica, un algoritmo la salverà

Appello tra i lettori del blog. C'è davvero qualcuno autenticamente e profondamente convinto che la scuola pubblica tragga un seppur intangibile e secondario beneficio da lettere, manifesti, grigliate, merende, cortei, scioperi della fame e girotondi se non il piacere – innegabile, quello sì autentico – di vedere bambini che giocano alla festa della scuola in una mattina di sole? Sento arrivare una zaffata di ancor più autentico disgusto per blogger e blog.  Vado avanti, vedrete ora che arriva.

In altre parole, se ce l'avete con me solo perchè sono cinicamente perplessa dinanzi a iniziative pittoresche o anche  lungamente argomentate -come la lettera appello per la difesa della scuola pubblica firmata da una lunga schiera di intellettuali, scrittori ed esperti italiani , a mio modesto parere un filo deboluccia- figuriamoci cosa penserete mai di  Caroline Hoxby!

 Ora vi dico chi è la Hoxby. Atterrata qualche giorno fa a Milano, prima che il vulcano dal nome impronunciabile separasse di nuovo l'America dall'Europa come ai tempi di Cristoforo Colombo  Caroline Hoxby, economista ed esperta in educazione dell'Università di Stanford, ha tenuto una lezione in Bocconi con il suo algoritmo per il buon funzionamento della scuola pubblica.  Secondo la Hoxby, applicando un algoritmo economico è possibile trovare soluzione a diversi problemi dei sistemi educativi: dall’utilizzo efficiente delle risorse economiche, all’abbinamento migliore tra studenti e scuole, evitando la costituzione di scuole ghetto e dando pari opportunità a tutti gli studenti.

L’algoritmo alla base di queste applicazioni è un esempio di modello matematico della teoria dei giochi,  elaborata da David Gale e Lloyd Shapley nel 1962 e conosciuto come l’algoritmo dei matrimoni stabili . L’algoritmo Gale-Shapley è da tempo utilizzato in ambito di ingegneria dei mercati per generare l’incontro tra medici specializzandi e sedi ospedaliere negli Usa, in Canada e nel Regno Unito, per il reclutamento dei giocatori di football nei college americani, per il trapianto di reni nel New England. La Hoxby ha anche raccontato che l'algoritmo viene attualmente utilizzato a New York per abbinare oltre 90 mila studenti ad oltre 500 scuole.

Impressionante vero? Sono così impressionata dall'algoritmo (ma funzionerà? non mi risulta che le scuole pubbliche a New York siano questo modello di efficienza educativa..) che quasi dimenticavo di girarvi questo illuminante articolo del Wall Street Journal dal titolo "Se i supermercati funzionassero come le scuole pubbliche". L'autore – Donald J Boudreax, professor of economic alla George Mason University– sostiene ruvidamente che bisogna essere lasciati liberi di andare nella scuola in cui si vuole e pagare direttamente la scuola che si vuole, esattamente come al supermercato appunto. Peccato che in Italia nessuno si sia filato l'articolo di Brodeux. Vi immaginate le polemiche?