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Rivoluzione culturale. In Cina esplode la moda della scuola permissiva

Un sistema educativo che "enfatizza i benefici materiali", che produce "studenti buoni solo a superare i test d'esame  ma deboli nello sviluppare spiriti innovativi e incapaci di adattarsi e sopravvivere ad ambienti culturalmente diversi".  Tenetevi forte perchè quando vi rivelerò dove ho letto queste Filippiche Contro la Scuola Autoritaria, queste Geremiadi Anti Competività resterete annichiliti, annientati dalla stupore. Dunque, secondo voi chi lo dice? No, non è un comunicato dei Cobas della scuola. No. Non è nemmeno una delibera dell'assemblea docenti della secondaria di primo grado Iqbal Mashishi, vicina ai Cobas della scuola. Ancora sbagliato, non si tratta del manifesto dei genitori della primaria Gianni Rodari, affiliati ai Cobas della scuola. Vabbè, non voglio portarla troppo per le lunghe prima  che scappiate nel blog di Paola Bottelli su moda e lusso e vi giro subito subito il link del folgorante articolo uscito su China Daily intitolato Learning to live. Nella provincia dello Yunnan, nella Cina Meridionale, Luo Chonming, un passato da cuoco e da burocrate del partito comunista, si è ravveduto e ha lanciato la teoria pedagogica dei Tre Sheng, i tre apprendimenti fondamentali, che ora sta dilagando tra le scuole cinesi. Vado con malcelata soddisfazione a illustrarveli. Il primo sheng è quello della vita, il secondo della sopravvivenza, il terzo della convivenza. Attraverso letture, discussioni in classe e attività extracurricolari l'insegnamento dei tre sheng serve "da complemento alla rigida dottrina scolastica della tradizione cinese e a spiegare agli studenti il valore del rispetto degli altri, dell'adattamento a situazioni nuove e a godersi la vita". A godersi la vita. Io dico: qualcuno di voi ha idea (e certamente qualcuno di voi ce l'ha) di come funzioni la scuola in Cina? Settanta in classe, non si perde tempo nemmeno per l'appello, perchè solo uno studente psicolabile e in  crisi si sognerebbe di saltare una lezione di scuola che gli farebbe rischiare di fallire i test scolastici. Zero tempo libero, solo studio. E poi studio. E poi ancora studio per fuggire da quel paesino, da quella classe, da quel continente e approdare in un sistema capitalisticamente meritocratico (o meritocaticamente capitalistico, è uguale) a godersi la vita. La Mamma Tigre (la tremendissima cinoamericana Amy Chua autrice di quello che è già diventato un classico della letteratura del terrore, cioè il racconto della vita di sacrifici cui ha sottoposto le sue figlie) è a rischio d'estinzione,  e proprio nel suo Paese d'origine. Che facciamo? La salviamo?