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Se Osama e Wojtyla entrano nei manuali scolastici di storia

Wojtyla beato e Osama morto. La guerra in Afghanistan e la presidenza di George W. Bush rivista alla luce del fatto che gli americani ci hanno impiegato 10 anni per decapitare  Al Qaeda. L'opposizione alla  teologia della liberazione e l'appoggio al regime di Pinochet.  Silenzio. I ragazzi hanno tutti più o meno 18 anni e stanno aspettando che la lezione cominci. Dalla cattedra della classe di quinta, il professore  -oggi – deve spiegare la storia. Di oggi.  Dico: riuscite a pensare – anche solo a immaginare – qualcosa di più difficile, che non  faccia tremare i polsi a chiunque, come parlare di storia contemporanea a dei ragazzi limitandovi alla "scabra cronaca", alla "lettura oggettiva", come intima dalla commissione Cultura l'onorevole Gabriella Carlucci? La sola cronaca, mi raccomando. Abolite gli aggettivi, togliete tutti gli episodi che non siano meno che certi, acclarati, documentati, provati.  Concentratevi sui fatti che non suscitino ambiguità, interpretazioni dubbie, che non lancino ombre minacciose sulla verità dei suddetti fatti. Anzi, scriviamolo maiuscolo. LA VERITA' DEI FATTI.  Torniamo alla Carlucci che un po' di tempo fa ha lanciato le sue bombe al napalm contro i libri di storia faziosi (cioè comunisti). Franco Della Peruta, 87 anni, storico del Risorgimento italiano, accademico dei Lincei, è uno degli autori messi all'indice. Suo è  il volume La Storiaall'apparenza regolarissimo manuale di storia  delle superiori, in realtà materiale sedizioso per plagiare le menti dei ragazzi. Le frasi incriminate? Un giudizio su Togliatti "uomo politico intelligente e duttile, capace di ampie visioni generali" e su Berlinguer "uomo di profonda onestà intellettuale". Frasi che peraltro nel Centrodestra sottoscriverebbero in moltissimi. In una bellissima intervista a Della Peruta pubblicata dall'Unità ecco cosa dice il professore: "La realtà storica è quella che si forma nella mente dello storico, quindi è soggettiva. Storia e scuola sono due grandi agenzie formative. Insegnare storia non è come insegnare matematica: insegni un modo di ragionare, trasmetti dei parametri intellettuali". Gentile Onorevole, piuttosto che bandire i libri comunisti non è meglio vietare i brutti libri di scuola, cioè quelli che non sono scritti da intellettuali e storici raffinatissimi come il professor Della Peruta?

  • Francesca Barbiero |

    Gentile @riccardo, sono assolutamente d’accordo con lei sulla faziosità non solo dei libri di storia ma, mi spingo oltre, del genere umano. Cercare l’oggettività storica dei fatti è uno sforzo impossibile, forse inutile. La storia è il punto di vista dello storico (questo lo diceva Benedetto Croce ben prima di Della Peruta). Siamo faziosi senza rendercene conto, figuriamoci se poi quello di cui parliamo ci è geograficamente e cronologicamente vicino e non lontano nei tempi come Martin Lutero e Calvino se parliamo di questioni religiose. Nell’immaginario collettivo di noi italiani, Waterloo è sinonimo di una bruciante sconfitta, la metafora di un risultato catastrofico. Gli inglesi hanno celebrato Waterloo dedicandole una stazione a Londra. Sarà colpa del Camera e Fabietti (dove ha studiato la mia generazione, la sua non so) se in maniera assolutamente inconsapevole stiamo dalla parte di Napoleone e non della Perfida Albione?

  • Riccardo Pascoli |

    Togliatti “uomo politico intelligente e duttile, capace di ampie visioni generali” ha passato molti anni a Mosca firmando condanne a morte di migliaia di comunisti: si, comunisti ma non stalinisti .. Il libro di storia di Della Peruta ne parla? e parla delle Foibe? e dei partigiani italiani bianchi fucilati dai partigiani rossi e dai titini? della strage di Ucraini negli anni Venti e delle deportazioni di Caucasici e altri nel dopoguerra? delle macerie materiali e morali lasciate in est europa e Russia dai regimi comunisti? Quante menzogne e ipocriti silenzi in tanti ‘raffinati’ testi di autori di sinistra !!

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