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La scuola è tutta un quiz. A confronto i test di seconda elementare e di seconda liceo. Qual è più difficile?

Allora, riepiloghiamo. Tra il 10 e il 13 maggio alunni delle scuole italiane  (di seconda e quinta elementare, di prima media e, per la prima volta, di seconda liceo)  dovranno sottoporsi alle prove  dell'Invalsi, l'istituto italiano che ha il compito di valutare il grado di preparazione degli studenti, l'acquisizione delle competenze, come si usa dire oggi. Sul sito dell'Invalsi ci sono i test che sono stati "somministrati"  ai ragazzi gli scorsi anni.  Ho stampato le prove d'italiano di seconda e di quinta elementare dello scorso anno e un prototipo di test che l'Invalsi ha fornito per la seconda liceo, dove – ripeto - la prova si terrà quest'anno per la prima volta.  Qui di seguito tre domande prese a casaccio nelle tre prove.  Poichè sono birichina non svelo quale sia la domanda di  seconda elementare, quale quella di quinta e quale quella di seconda liceo così vi tengo sulle spine per un po'. Ma, del resto: vuoi che non si capisca al primo colpo d'occhio  cosa viene chiesto a un settenne e cosa a un quindicenne?!? A voi i quiz a scelta multipla.  DOMANDA 1.L'espressione comunicazioni telepatiche significa: a) comunicazioni telecomandate; b) comunicazione telefoniche; c) comunicazioni in trance; d)comunicazioni del pensiero. DOMANDA 2. Leggi questa frase: "il cacciatore uccise il cinghiale con un colpo preciso". Ora indica, tra le frasi seguenti, tutte di diverso significato, quella costruita con parole dello stesso tipo e disposte nello stesso ordine. a) i pescatori catturavano i pesci con una rete logora; b) la donna asciugò le sue lacrime con un fazzoletto candido. c) i poliziotti inseguivano il ladro con una pistola in pugno; il treno arrivò in stazione con un leggero anticipo.  DOMANDA 3. L'ingresso era ostruito vuol dire: a)era stretto; b)era enorme; c) era chiuso; d)era nascosto.  Allora? Che ne dite? Facile…vero?

http://www.invalsi.it/invalsi/index.php

  • Chiara Bannella |

    Vi giro la nota divulgata dai genitori di una quinta elementare di una scuola Montessori STATALE di Roma che hanno deciso di BOICOTTARE I TEST INVALSI
    Noi genitori della VD abbiamo parlato alla riunione di classe dei test INVALSI.
    I test INVALSI si svolgeranno nelle seconde e nelle quinte elementari il 11
    e 13 maggio prossimi. Si tratta di quiz a risposta multipla che vengono somministrati solo agli alunni normodotati e italiani con lo scopo
    dichiarato di valutare la preparazione che la scuola è in grado di fornire.
    L’anonimato dovrebbe essere garantito dal fatto che il nome del bambino è
    sostituito da un numero identificativo, collegato univocamente al nome su
    una tabella separata.
    Noi riteniamo, in linea con il parere dei docenti, che questi test siano, ben al di là dell’inutilità, dannosi per molte ragioni, le più importanti
    delle quali, secondo noi, sono queste:
    1. I bambini non sono e non devono essere abituati a rispondere informa di quiz a risposta multipla, la cultura non è uno
    spettacolo televisivo, invece la scuola, soprattutto quella elementare, deve
    dare al bambino la capacità di socializzare, il metodo e la motivazione allo studio e non il mero nozionismo.
    2. Tutti i bambini devono essere, e da noi alla Montessori lo sono, ugualmente seguiti dalle maestre e solo l’inclusione di tutte le abilità presenti può dare un’idea della bontà del lavoro che la scuola svolge.
    3. Molte scuole sprecano una parte del tempo della didattica nell’insegnare ai bambini e ai ragazzi come superare con successo i test INVALSI, esistono persino libri appositi che vengono fatti acquistare, così si impara a superare il test trascurando l’apprendimento.
    Noi genitori abbiamo deciso di manifestare apertamente il nostro dissenso. Accompagneremo i nostri figli in una visita culturale, dando loro una
    occasione di apprendimento, invece di fargli perdere tempo con gli inutili e
    costosi test. Vorremmo condividere questa scelta con le altre classi interessate e poi magari con altre scuole in modo che chi deve organizzare la valutazione possa opportunamente riflettere.

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