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Cronache dello sballo. La febbre (alcolica) del sabato sera ora contagia le ragazze

Festa di liceali milanesi del primo anno, c'erano anche ragazzini di terza media.  Fascia d'età: 13- 15 anni.  In quattro finiscono al pronto soccorso in coma etilico. Se pensate che il fenomeno dell'alcol riguardi solo una minoranza – figli sbandati di genitori assenti  -  siete davvero fuori strada. Giovedi scorso, all'Istituto Superiore della Sanità, si è celebrato – nel silenzio assordante dei media e della politica -  l'Alcohol Prevention Day.  Ecco cosa ha riferito Emanuele Scafati, direttore dell'Osservatorio sull'alcol: " Quasi il 16 per cento della popolazione al di sopra degli 11 anni ha modalità di consumo di alcolici a rischio. La percentuale è più alta nei maschi (25%) che nelle femmine (7,3%). Lo scenario però cambia se si scompone il dato per classi di età. Al di sotto dei 16 anni, un età in cui il consumo dovrebbe essere pari a zero, ha modelli di consumo a rischio il 18,5% dei ragazzi e il 15,5% delle ragazze.  Preoccupano in particolare le adolescenti. Tra le 11-15enni si registra una media di consumatrici nettamente superiore alla media femminile italiana, tripla rispetto a quella delle donne adulte e comunque superiore a quella registrate per tutte le classi di età esaminate". In altre parole, se in Italia il consumo di alcol è sostanzialmente stabile,  non lo  è per i ragazzi (per non parlare delle ragazze). Bere è un'occasione sociale,  un rito collettivo -  banalizzando – un modo per occupare un segmento di tempo vuoto .   I ragazzi praticano -  senza neanche saperlo  – quello che viene chiamato nel mondo anglosassone il binge drinking: tracannano sei/sette bibite alcoliche di fila e  – non avendo l'abitudine al bere – si procurano uno sballo che ha poco da invidiare ai viaggi con l'LSD dei figli dei fiori negli Anni Settanta. Ma, insomma, che fare se a tredici anni, dopo la festicciola del compagno di classe, olezzano di alcol come uno scozzese all'uscita dal pub? Alessandra Gabrielli, psicologa dell'adolescenza, suggerisce una tappa "psicoterapeutica" in pronto soccorso dove verranno edotti – se già non lo fossero- sul fatto che bere alcolici prima dei 16 anni è illegale . E dove si spaventeranno al punto che una notte in ospedale riuscirà probabilmente ad allontanare birre e spritz per i successivi sei mesi.  Un anno, magari, se se siete fortunati..