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Umberto Eco sfida le scuole private: i vostri studenti sono altrettanto bravi?

A metà marzo Umberto Eco era ad Albenga al premio "C'era una svolta",  del Liceo statale Giordano Bruno. Quest'anno al premio hanno concorso la bellezza di 1.200 ragazzi di 38 scuole superiori italiane.  In cosa consiste la prova? Ogni anno viene chiamato uno scrittore cui viene chiesto di stendere l'incipit di un racconto e i ragazzi – nel corso di una prova in aula – devono proseguirlo.  Allo scrittore (quest'anno era appunto Eco) viene lasciata la scelta del migliore in una selezione di cinque racconti.  Sull'Espresso di questa settimana, Eco racconta di essersi trovato in imbarazzo al punto  di aver avuto "la tentazione  di tirare a sorte". Erano tutti di indubbio valore, "esempi di ottima letteratura",  "molti scrittori professionisti non avrebbero esitato a  firmarli con il proprio nome".  "A me pare – non esita a scrivere Eco – che si sia volato alto. E non sto parlando di una sola scuola ma di una trentina , da Gorizia alle isole". Da Albenga, Eco si sposta al liceo Melchiorre Gioia  di Piacenza per essere piacevolmente sorpreso, per la seconda volta.  I ragazzi di un ultimo anno del classico e dello scientifico hanno preparato un giornale immaginario, un numero del "Tricolore" datato 18 marzo 1861, simile per impaginazione a Repubblica ma che parla delle contraddizioni dell'Italia unificata.  Si tratta di 44 pagine che Eco definisce "bellissime".  La riflessione di Eco sulla scuola pubblica nasceva dalle sconfrontanti cronache di  colleghi docenti universitari che si chiedono sempre più frequentemente se forse la scuola pubblica non debba farsi da parte  per lasciare il campo alle private.  Per Umberto Eco  "a parte che  se ci sono scuole private eccellenti, ve ne sono di altre specializzate nella promozione di cretini di famiglia abbiente" va detto anche che "nella scuola pubblica si alternano episodi poco gratificanti a grandi risultati". Come ad Albenga, come a Piacenza. Quindi? "Attendo proposte altrettanto eccitanti da qualche scuola privata" conclude Eco. Chi raccoglie la sfida?