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Se il preside giudica gli insegnanti (e vorrebbe mandarne via il 20% ma non può)

La  scuola "ostaggio delle regole" che impediscono di licenziare quegli "insegnanti (tra il 15 e il 20%) poco preparati, se non impreparati, fannulloni, furbacchioni, specializzati nell'arte di menar  il can per l'aia". Ma chi lo dice?!? Chi è questo Savonarola che manderebbe volentieri al rogo i prof  lavativi? Siete pronti allo shock? Tenetevi forte perchè  è una bomba. Trattasi dell'ex preside del liceo Parini di Milano  Daniele Straniero che ha scritto al Corriere della sera una lettera a cui non difetta certamente il coraggio. Questi insegnanti, una volta entrati nell'apparatnik scolastico, diventano "immediatamente inamovibili. Una volta dentro non li caccia più nessuno. In 27 anni di presidenza nella scuola pubblica ne ho incontrati di tutti i colori e mai uno – dico solo uno – che sia stato possibile allontanare".  E cosa sogna  l'ex preside?…Che ogni scuola scelga i propri insegnanti e risponda davanti all'opinione pubblica….Chi vi ricorda?  Non vi sembra di sentire in lontananza l'eco della Ministra Gelmini quando insiste (peraltro è in buona compagnia perchè anche solo sul Sole 24 Ore economisti del calibro di Luigi Zingales e Roberto Perotti le danno ragione) sulla necessità di introdurre i criteri di merito per i docenti?

http://genitoriliceoparini.forumattivo.com/t650-la-voce-dell-ex-preside-del-liceo-parini-daniele-straniero

 

  • Luigi Proia |

    Dopo 36 anni di insegnamento (Matematica applicata, informatica, sistemi, calcolo, matematica e fisica) dal primo settembre sarò in pensione senza nessun rimpianto perché la scuola è in mano a degli incompetenti, i cosiddetti dirigenti scolastici alias presidi che si ritengono di essere dei tuttologi perché hanno vinto un concorso che di merito non c’è proprio nulla. Si diventa presidi per conoscenze ministeriali e/o per cooptazione sindacale. E tutti questi economisti o pseudo professori di economia invece di sproloquiare sulla scuola andassero a fare lezione in qualche scuola media di periferia, in qualche scuola professionale o in qualche istituto tecnico si renderebbero conto che cosa significa fare scuola in una società che si ritiene democratica. Qujesti econonomisti probabilmente sono tutti figli della borghesia ricca che hanno studiato nei licei dei gesuiti, salesiani, maristi ecc. ecc. Sono disponibile per un incontro de visu. Distinti saluti. Luigi Proia.

  • Angelo |

    Se nella scuola c’e’ una categoria che non ha diritto di parola è proprio quella dei Presidi, cosiddetti “dirigenti” scolastici. L’80% di costoro è talmente ignorante da non sapere spiaccicare mezza parola in lingua estera (qualche volta nemmeno in italiano), non conosce i principi fondamentali del diritto amministrativo – ovvero la disciplina fondamentale del loro lavoro – ed è totalmente incapace di rapportarsi con gli studenti, le famiglie ed i docenti, non avendo la minima idea di come si gestiscono le risorse umane. Per ciascuno di essi lo Stato butta al vento in media 70.000 euro all’anno, oltre ai contributi previdenziali, per dirigere che cosa? Non dirigono risorse economiche, e da un lato ciò è un bene perchè non ne sarebbero capaci; non dirigono risorse umane; non fanno pianificazione strategica perchè la scuola non lo richiede; non si misurano con la concorrenza; ma soprattutto non sono responsabili delle loro (poche e banali) decisioni perchè il loro ruolo non richiede l’assunzione diretta di rischi, come avviene per i dirigenti delle aziende. Nell’80% dei casi si comportano da capricciosi aguzzini, arrivati a percepire una rendita economica e di posizione totalmente senza rischio, che spesso li autorizzza a sentirsi un palmo superiore a coloro che in realtà nella scuola lavorano veramente: i docenti. Questi ultimi sono purtroppo gli unici a rendersi conto in prima persona che le scuole funzionano benissimo anche senza i Presidi, i quali risultano essere una categoria di dipendenti pubblici totalmente inutile: prova ne è il fatto che laddove dieci anni fa vi erano 5 scuole che funzionavano con 5 Presidi, adesso per via degli accorpamenti vi sono le stesse 5 scuole che funzionano con 1 Preside, ma in realtà vi potrebbero essere anche 20 scuole con 1 solo Preside, e tutte funzionerebbero perfettamente perchè, se non lo aveste capito, i Presidi sono totalmente irrilevanti ai fini del buon funzionamento delle scuole. L’unico potere che i Presidi sanno veramente esercitare è quello di vendicarsi contro quei docenti che assumono posizioni difformi dalle loro, e questo è il vero motivo per il quale vorrebbero avere il potere di scegliere i docenti: licenziare coloro che sono a loro sgraditi per poter assumere parenti, amici, e amici degli amici, nella migliore tradizione italiana.

  • ausilia greco |

    Da una lettura sintetica del nostro momento storico direi che anche nella scuola si senta la necessità di una pseudo privatizzazione perchè il sistema statale centralizzato sembra non funzionare più.
    Privatizzazione: tra i termini che più si sentono in campi diversi in quest’epoca.
    Responsabilità, direi ancora io come in un post precedente.
    Investiamo di responsabilità tutti, i dirigenti in primis, e a seguire fino agli addetti alle pulizie.
    Invece di tanti “pippotti” come li chiama a ragione mio figlio sedicenne, sarebbe il modo migliore per insegnarla ai nostri figli.

  • Francesca Barbiero |

    Per Tiziana. Sono andata ad aprire il blog dammispazio.org e ho visto che si occupa di volontariato giovanile. Ne parlerò sicuramente i un prossimo post. Sono felice che lei sia entrata nella comunità di questo blog. Per Antonella (e Dodi). Assolutamente d’accordo con voi. E’ il sistema Paese ad avere un problema in relazione al merito (o al demerito) non solo la scuola. Quell’80% di insegnanti (tra il buono e l’ottimo) di cui parla l’ex preside del Parini nella sua lettera andrebbero motivati, premiati, coccolati perchè trattano una materia delicatissima, da maneggiare con cautela: il futuro.

  • dodi |

    Concordo con la signora antonella

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