Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

A proposito di nativi digitali. Prima domanda. Uno studio dimostra che alcuni videogiochi migliorano le capacità cognitive. Sareste favorevoli a farli entrare in classe?

Seconda domanda.  Sareste d'accordo che i vostri figli non imparassero a scrivere? A chiederlo ai lettori è Roberto Casati in un bellissimo articolo pubblicato sulla Domenica del Sole 24 Ore del 27 marzo in cui ragiona intorno al libro di Paolo Ferri "Nativi digitali".  Riporto dall'articolo di Casati : "La discussione sulle nuove tecnologie mette in luce un potente equivoco sulla scuola. La scuola non è (più, non principalmente) un luogo in cui acquisire informazioni. Le informazioni sono disponibili in misura assai maggiore al di fuori della scuola, nella Rete. Il vantaggio cognitivo della scuola è di fornire qualcosa che la Rete non potrà mai dare, un punto di vista". E quindi che propone Casati? Leggete qui: "Facciamo fare a scuola agli allievi qualcosa che la società non fa".  Commento (mio, nostro, di tutti quelli che un po' la scuola la bazzicano). Ma è esattamente quello che succede adesso! Al liceo, in piena tempesta ormonale, mentre avanzano a fatica su quel ponte tibetano che dall'infanzia li  traghetterà all'età adulta – la metafora è di Alessandra Gabrielli, psicologa che si occupa di adolescenza – studiano Dante e Tasso. Il Purgatorio e la Gerusalemme Liberata.  Studiano?!? Da ormai navigati frequentatori delle aule scolastiche hanno imparato a scansare interrogazioni e compiti come i marines le mine antiuomo.  Di come non studiano ci sono pagine esilaranti nel libro "Togliamo il disturbo" di Paola Mastrocola.  I suoi "non studianti"  sono apatici, cloroformizzati, persino i brufoli -una volta varcato il portone – sembrano più spenti, tristi… Ma allora, che si fa? Che ne facciamo dei nostri amatissimi nativi digitali? Li lasciamo così, corpi senza vita, in una specie di coma farmacologico prodotto dalla lettura dal Canzoniere di Petrarca? La soluzione c'è. Bisogna leggere quello che scrive – nell'articolo a fianco a quello di Casati - Armando Massarenti. Ma per ora non ve lo dico. Ve lo scrivo nel prossimo post.