Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Donna, meridionale, di mezz’età

"Fossi stata ricca, sarei andata al liceo classico e poi a lettere, e ora sarei un'insegnante di scuola media, magari arrabbiata per come vanno le cose". Invece, Elsa Fornero si è iscritta a ragionieria, dopo a economia, ha collezionato sacrifici e borse di studio, è andata in cattedra e ora fa il ministro. Con un unico rimpianto: "di non aver fatto un master negli Stati Uniti, di non aver potuto o saputo portare la mia preparazione scientifica, che ritengo buona, a un livello di eccellenza, di straordinarietà". 

Bella storia, vero? Mi è venuta in mente leggendo il denso, ricco libro di Salvo Intravaia "L'Italia che va a scuola" (editori Laterza) nel capitolo in cui traccia l'identikit dell'insegnante. In Italia le donne insegnanti rappresentano il 79% del totale con una netta prevalenza di meridionali: il 55% del totale dei  prof è nato in una delle otto regioni meridionali.  Gli insegnanti in Italia sono in prevalenza donne, meridionali e di mezz'età. "L'Italia ha il corpo docenti più vecchio d'Europa con un'età media superiore ai 50 anni. Una situazione che non ha pari in nessun altro Paese europeo. In Germania, uno dei Paesi con i docenti più vecchi alle superiori ci sono ben 24 under 40 in cattedra su 100. Un numero quattro volte superiore al nostro" scrive Intravaia. Allora, ministro Fornero, come la svecchiamo questa scuola italiana?