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La bocciatura ingiusta vale 5mila euro di risarcimento

I fatti.  Allora i fatti sono che nell'ormai lontano anno scolastico 2003/2004 un maturando di un liceo artistico fiorentino viene giudicato immaturo (votazione di 52/100) e quindi costretto a ripetere l'anno.  Si iscrive a un liceo privato e l'anno successivo è risicatamente maturo (63/100). Finirebbe lì se non fosse che lo studente  (ben assistito da due tonici avvocati di cui mi sono appuntata il nome, non  si sa mai) si infila in un gorgo infinito di cause sostenendo la tesi della boccatura ingiusta. Tesi che il Tar a più riprese ha condiviso sostenendo che lo studente fosse stato interrogato su troppe poche materie (tre) e che se invece la commissione esaminatrice l'avesse sentito mirabilmente esporre su tutte le materie del suo indirizzo di studio il ragazzo avrebbe avuto maggiori possibilità di essere promosso. Il ministero non ha fatto ricorso e ora gli tocca pagare 5mila euro di risarcimento.

Le opinioni. Il pianeta sul quale ci troviamo è affetto da ingiustizie palesi, discriminazioni drammatiche, pregiudizi subdoli e sottili . Ora, se bocciatura ingiusta è stata (e se l'ha detto il Tar…), chi di noi può insinuare il contrario? La mia perplessità – lo dico in maniera sommessa, a bassa voce, tra di noi - nasce dal ragionamento dei giudici. Lo studente asino in tre discipline (che gli sono state comunicate in tempo, mica un'interrogazione a sorpresa) si potrebbe rivelare uno sgobbone bravissimo se lo metti sotto torchio in tutte le materie. Cari giudici, a me sembra un argomento deboluccio..