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Prove scientifiche inconfutabili sull’esistenza del figlio preferito

Fratelli

Il 65% delle mamme e il 70% dei papà ha un figlio preferito, di solito il primogenito. Intendiamoci, non che i restanti genitori non abbiano un beniamino, è solo che lo mascherano meglio. Cioè, non lo lasciano vedere agli occhi degli altri – di sconosciuti e parenti – ma figuriamoci se alla prole possa sfuggire quello che è in realtà evidentissimo,  e cioè chi sia il cocco di mamma e  papà. Va anche detto che pochissimi di questi genitori sono disposti a esprimere questa preferenza a voce alta anzi, a precisa domanda, negano e poi negano, e poi negano. A cadere rovinosamente in frantumi è anche il mito del complesso di Edipo, mamma e papà preferiscono quelli in cui narcisisticamente si riconoscono a prescindere dal sesso: la mamma sensibile avrà un debole per il figlio poeta, il papà squalo a Wall Street farà pazzie per la figlia con il master in business admnistration. Andiamo alle conclusioni. Cosa succederà al figlio negletto, al second best? Di sicuro svilupperà ansia, depressione e avrà un livello di autostima rasoterra aggravato dal fatto che per anni si sarà sentito negare dai suoi genitori il loro debole per il fratellino. Anche perchè, una volta strutturato il favoritismo, difficilmente si torna indietro.

Tutto questo (e molto molto  altro) l'ho letto sull'ultimo numero di Time dalla copertina strepitosa – che vi giro  – dedicata al libro di Jeffrey Kluger  "The sibling effect: what the bonds among brothers and sisters reveal about us". A tutte le affascinanti considerazioni del libro riportate nell'abstract che pubblica Time, ne aggiungerei un'altra: siamo perfettamente in grado di vedere chi sia il beniamino in una relazione in cui non siamo genitori ma figli, nipoti, zii, generi, cognati, amici.  Ma, se siamo calati nel ruolo di mammà e papà, ci ripetiamo il mantra rassicuratore che per noi – e solo per noi – i figli sono tutti, allo stesso modo, piezz 'e core…