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Insegnanti nel brodo della soggettività

Devo dirvi che tempo fa mi sono iscritta online all'associazione Retescuole, "rete di resistenza della scuola pubblica" e così ricevo mail circolari da un'agguerrita falange di insegnanti che protestano vivacemente (è un gentile eufemismo), raccolgono firme, organizzano girotondi e petizioni, si scambiano mail muscolari contro i tagli, la Gelmini e il concorsone per  dirigenti. E fin qui va tutto piuttosto bene. Leggo, vengo informata sulla circolare per gli straordinari, sulla mozione per boicottare le prove Invalsi e sul coordinamento per le manifestazioni a Vimercate e Concorezzo. Di solito capisco tutto. O quasi. Poi, stamattina, ricevo da Matteo, che virtualmente ci abbraccia tutti noi di Retescuole e ci prega di diffondere. Io vi giro, voi leggete e poi ditemi cosa avete capito.

Mail di Matteo, insegnante. «Tre anni fa abbiamo fondato il Coxsa. Un piccolo gruppo di persone si riuniva convivialmente cercando una forma associativa orizzontale in grado
di rispondere al bisogno di organizzazione orizzontale di fronte al
monopolio di strutture verticistiche, enormi o piccolissime, in tutti i
campi della politica e dell'associazionismo. Lo scopo: aggregare soggetti
liberi verso un "orlo del caos" un brodo di soggettività non cristallizzate
che potesse dar vita ad un nuovo sistema sociale».

Risposta di Francesca, blogger e giornalista.« Gentile Matteo, l'abbraccio virtualmente anche io e allargo ai miei lettori la sua richiesta di diffusione del Coxca.   Mi sento in un certo modo di voler aderire, in quanto mi ritengo un soggetto libero molto vicino all'orlo del caos. E' il brodo di soggettività non cristallizzato che mi lascia perplessa. E ora mi permette una domanda che sicuramente le apparirà qualunquista, frutto di un monopolio verticistico: ma i suoi alunni, quando in classe lei spiega, capiscono?!?».  

  • PM |

    Siamo sicuri che il nome del gruppo sia Coxca?
    Leggendo la mail di tale Matteo (il solo fatto che si definisca insegnante mi turba) mi viene da pensare ad altra sigla, ottenuta invertendo le vocali…
    E poi critichiamo i ragazzi dicendo che non stanno attenti durante le spiegazioni degli insegnanti…
    Speriamo, per il bene di tutti gli studenti, che si tratti di un caso isolato.

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